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Una quattordicenne ricostruisce la storia perduta di Londra dal fango del Tamigi
Emmylou Vaxby, quattordicenne, cerca da quasi un decennio frammenti del passato di Londra lungo le rive del Tamigi come mudlark. Le sue scoperte contribuiscono a documentare la vita quotidiana della città e dimostrano come l'interesse per il patrimonio possa nascere in giovane età.
A quattordici anni, Emmylou Vaxby è una presenza abituale sulla riva nord del Tamigi, nei pressi di Wapping, dove approfitta della bassa marea per cercare frammenti del passato di Londra. La sua attività ha un nome preciso: mudlarking, la ricerca di oggetti e reperti lungo le sponde di un fiume. Da quasi dieci anni percorre il tratto di riva compreso tra il livello dell'alta e della bassa marea, il foreshore, e da questa esperienza è nato un libro, A Guide to Mudlarking on the River Thames, pubblicato da Fonthill.
Come si allena l'occhio
Il mudlarking è un'attività lenta, fondata sull'osservazione. Emmylou spiega che il primo passo è abbassarsi, avvicinarsi al suolo, e poi spostare lo sguardo da un lato all'altro della riva cercando qualcosa di colore diverso dal resto. È un metodo che richiede pazienza e che premia chi sa guardare con attenzione. Durante una passeggiata su silt e rocce, tra i ritrovamenti possibili c'è anche un osso color fango, che potrebbe essere appartenuto a una pecora, a un cane, a un cavallo o a una vacca. La sua origine, spiega, può essere legata a un macellaio che lo ha gettato via dopo aver rimosso la carne, oppure a un animale morto e poi finito nel fiume. Difficile stabilirne l'età, ma di certo è lì da molti anni.
Un interesse nato da bambina
L'interesse di Emmylou per la riva del Tamigi è cominciato presto. Nel suo libro racconta di aver mosso i primi passi in questo mondo a cinque o sei anni, quando la madre della sua migliore amica le portò entrambe sul foreshore di East London a cercare ceramiche e vetri. È stato però durante il lockdown che l'attività è diventata una passione: i suoi genitori, entrambi musicisti, e il fratello, oggi decenne, trascorrevano l'ora d'aria quotidiana proprio sulla riva del fiume. Da allora Emmylou ha raccolto e continua a raccogliere oggetti di ogni tipo: ceramiche cineserie con smalto cobalto, forse georgiane o vittoriane; pipe in argilla per tabacco, databili tra il XVI secolo e gli anni Trenta del Novecento; conchiglie di ostriche, buccini e capesante.
Documentare e restituire
Le scoperte non restano un fatto privato. I mudlarker devono avere un permesso rilasciato dalla Port of London Authority, che al momento gestisce una lista d'attesa, e sono tenuti a registrare e segnalare i ritrovamenti attraverso il Portable Antiquities Scheme, seguendo le indicazioni del proprio Finds Liaison Officer. Emmylou ha trasformato la sua esperienza anche in altro: ha aperto un blog e un canale YouTube con il nome di Emmylou the Mudlark, e nel 2021 ha fondato la Wapping Plastic-Free Community attraverso Surfers Against Sewage, dopo essere rimasta turbata nel vedere un cigno scambiare un pezzo di plastica per cibo. Con una lista di sessanta persone, organizza due pulizie della riva all'anno e partecipa anche alle raccolte di rifiuti dei WaSh Wombles, sigla che sta per Wapping and Shadwell.
Scrivere tra un ritrovamento e l'altro
L'anno scorso un editore l'ha contattata per proporle un libro. Firmato il contratto, ha passato le vacanze estive del 2025 scrivendo tra le mille e le duemilaottocento parole al giorno. Tra i suoi ritrovamenti preferiti c'è il fornello di una pipa, venduta un tempo già riempita di tabacco, realizzata dal pipemaker settecentesco William Manby, che abitava, dice, proprio poco lontano. È probabilmente uno dei suoi pezzi più antichi. Il mudlarking, racconta, è anche un modo per stare bene: un'ora in cui non deve fare qualcosa di stressante come i compiti, in cui cammina e basta. Il suo "posto felice", lo definisce. E aggiunge che non è deludente non trovare nulla, perché lei lo fa per divertimento, mentre i bambini vittoriani dovevano farlo per vivere, in condizioni molto più pericolose.
Perché conta
C'è un tipo di progresso che non produce annunci, ma cambia il modo in cui una città si guarda allo specchio. Londra ha secoli di vita quotidiana depositati nel fango del suo fiume: pipe, ceramiche, ossa, conchiglie. Sono tracce di persone comuni, non di grandi eventi, e per questo rischiano di sparire senza che nessuno le noti. Il lavoro di chi le raccoglie, le registra e le racconta restituisce a quelle tracce un posto nella storia. Che a farlo sia una ragazza di quattordici anni dice qualcosa di semplice: la competenza non ha un'età d'ingresso, e un interesse coltivato con costanza per quasi un decennio può diventare una specializzazione vera, capace di produrre un libro e di contribuire a documentare la vita di chi c'era prima. Non serve un permesso speciale per guardare meglio: serve abbassarsi, come insegna Emmylou, e cercare qualcosa di colore diverso.
Articolo originale della redazione di Good News · WitUp, scritto a partire dalla notizia pubblicata da positive.news.