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Riapre in Siria il complesso cristiano di San Simeone dopo 14 anni
Il sito patrimonio culturale del V secolo ad Aleppo è stato restaurato e ripulito dalle tracce della guerra. La Direzione generale delle Antichità e dei Musei siriana lo ha riaperto ufficialmente ai visitatori. Un segnale di recupero del patrimonio storico in una regione segnata da anni di conflitto.
Il complesso cristiano di San Simeone, ad Aleppo, in Siria, ha riaperto ai visitatori il 2 ottobre. La Direzione generale delle Antichità e dei Musei siriana ha organizzato una cerimonia per accogliere il pubblico dopo quattordici anni di chiusura. Il sito, patrimonio dell'umanità, era stato danneggiato durante la guerra civile e dal terremoto del 2023. Il recupero ha richiesto la bonifica dei terreni minati, il consolidamento delle strutture fragili e la riparazione di edifici e infrastrutture.
Un sito del V secolo
Il complesso risale al V secolo ed è dedicato a Simeone Stilita, un monaco nato in un villaggio di montagna che entrò in monastero a sedici anni. Giudicato inadatto alla vita monastica per la sua severità estrema, tentò la via dell'eremitaggio nel deserto. I suoi esercizi di resistenza fisica attirarono folle di pellegrini in cerca di insegnamento religioso. Per sottrarsi a quelle distrazioni, decise di vivere su una piccola piattaforma in cima a una colonna, che nel tempo fu innalzata fino a diciotto metri. Da lassù predicava due volte al giorno alle folle, e una scala permetteva ai messaggeri di portargli note scritte e di ritirare le lettere che inviava ai seguaci. Morì nel 459, dopo trentasette anni passati sulla colonna.
Dopo la sua morte, l'imperatore bizantino Zenone commissionò la costruzione di un grande santuario, edificato tra il 476 e il 490 per accogliere le migliaia di pellegrini che arrivavano da tutto il mondo cristiano. Al centro esatto della rotonda ottagonale si trova la base rocciosa della colonna originale. Nei secoli i pellegrini ne staccarono frammenti come reliquie, riducendola dai quindici metri originari a un moncone di tre metri.
Il restauro e i nuovi percorsi
I lavori hanno incluso la ripulitura dalle tracce della guerra, la messa in sicurezza delle parti pericolanti e il ripristino di strutture e servizi. Durante la ristrutturazione sono stati aggiunti nuovi percorsi di pellegrinaggio che conducono al complesso sulla cima della montagna. La riapertura rientra nel piano del governo per valorizzare il patrimonio storico e religioso del paese e incrementare il turismo internazionale, "da Damasco a Palmira".
Un patrimonio sotto tutela UNESCO
Il sito fa parte degli Antichi Villaggi della Siria del Nord, iscritti nella lista del Patrimonio mondiale dell'UNESCO. È uno dei più antichi complessi ecclesiastici sopravvissuti, fondato nel V secolo: per dimensioni non fu superato da nessuna chiesa cristiana fino al completamento di Santa Sofia, nel 537. La sua storia attraversa secoli di devozione, e la colonna al centro della rotonda resta il punto verso cui convergevano gli sguardi dei pellegrini.
Perché conta
C'è un modo di guardare il progresso che non passa dalle grandi dichiarazioni, ma dal lavoro lento e ostinato su ciò che sembra perduto. Bonificare un campo minato, puntellare un muro pericolante, riparare un percorso: sono gesti che non fanno notizia uno per uno, eppure restituiscono un luogo a chi vuole visitarlo. Il complesso di San Simeone era chiuso da quattordici anni, aveva subito un raid aereo nel 2016 e poi il terremoto del 2023. Oggi riapre, e questo basta a dire che qualcosa, in mezzo a tante rovine, è stato rimesso in piedi.
La storia di Simeone, del resto, è la storia di una testardaggine che ha finito per costruire attorno a sé una comunità: la sua colonna è diventata il centro di un santuario, e la sua base è ancora lì, al centro della rotonda. Il restauro non cancella le ferite, ma le rende di nuovo abitabili. È un promemoria sobrio: il patrimonio non si salva con un gesto eroico, ma con la costanza di chi sceglie di non abbandonarlo.
Articolo originale della redazione di Good News · WitUp, scritto a partire dalla notizia pubblicata da goodnewsnetwork.org.