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Oxford Street diventa pedonale: via al traffico dal 26 ottobre

Foto: Samuel Pollard / Unsplash

La celebre via dello shopping londinese sarà chiusa alle auto, con l'obiettivo di ridurre inquinamento e migliorare la vivibilità. È una delle trasformazioni urbane più visibili in una capitale europea.

Oxford Street, una delle vie commerciali più frequentate al mondo, diventa pedonale. Dal 26 ottobre il tratto compreso tra Orchard Street e Great Portland Street, quasi un chilometro nel cuore del West End londinese, sarà chiuso a tutti i veicoli: autobus, taxi, biciclette, qualsiasi mezzo. L'annuncio è del sindaco di Londra Sadiq Khan, che ha descritto così la svolta: "La trasformazione della via principale della nazione in una piazza pedonale inizierà sul serio". Il progetto prevede flagship store, eventi culturali e spazi di lavoro di nuova generazione.

Una prima fase, non un punto d'arrivo

Quella del 26 ottobre è una fase iniziale. Le nuove sedute e gli altri interventi a livello stradale vengono installati come allestimenti temporanei, in modo da raccogliere dati prima di prendere decisioni definitive. Transport for London e la Oxford Street Development Corporation si occupano delle misure di sicurezza e della logistica dei percorsi alternativi. L'intera lunghezza di Oxford Street, che si estende ben oltre questo primo tratto, resta in gioco per le fasi successive.

Un dibattito che dura da anni

La pedonalizzazione di Oxford Street è una questione discussa da tempo. Piani in tal senso sono circolati attraverso diverse amministrazioni municipali, arenandosi ripetutamente nelle trattative con il Westminster City Council, che governa l'area e ha sempre opposto resistenza. E continua a farlo. Il vicesindaco del consiglio, Tim Barnes, ha dichiarato che restano "una lunga lista di domande senza risposta su come funzionerà". La sua preoccupazione principale riguarda lo spostamento del traffico: i veicoli che oggi attraversano Oxford Street verranno reindirizzati altrove e, secondo Barnes, quel altrove sono le strade residenziali e commerciali più piccole nelle vicinanze. Il consiglio ha definito i tempi affrettati e ha annunciato l'invio di una lettera formale con le proprie obiezioni alla Oxford Street Development Corporation. Ha inoltre recentemente accusato Khan di aver aggirato la necessità di una valutazione completa di impatto ambientale, accusa che sia il sindaco sia il governo contestano.

Il nodo dello spostamento del traffico

La questione dello spostamento è quella che richiede una risposta concreta. Pedonalizzare significa spostare le auto, non eliminarle. Le evidenze provenienti da altre città mostrano che la congestione nelle strade vicine aumenta durante la transizione, a volte in modo significativo, prima che le abitudini di guida si adattino. Se i benefici per la via principale superino nel tempo questi effetti collaterali è ciò che i dati di questa fase dovrebbero chiarire.

Città che l'hanno fatto prima

Copenaghen ha rimosso le auto dallo Strøget, la sua principale via commerciale, nel 1962. I commercianti prevedevano perdite di affari. Il traffico pedonale aumentò invece. New York ha pedonalizzato Times Square nel 2009 e le performance del commercio nell'area sono migliorate negli anni successivi. Madrid e Oslo hanno entrambe ridotto sostanzialmente l'accesso delle auto ai loro centri urbani negli ultimi anni, con risultati simili sul traffico pedonale e sulla qualità dell'aria. Il modello è sufficientemente coerente perché il dibattito se la pedonalizzazione funzioni in linea di principio sia in gran parte chiuso. La discussione riguarda questa strada specifica, questa transizione specifica e chi ne sostiene i costi mentre si assesta.

Oxford Street attira circa 300.000 visitatori al giorno. Dal 26 ottobre, la strada che percorrono sarà loro. Se questo cambierà la loro esperienza abbastanza da giustificare l'estensione al resto della via è la domanda a cui i prossimi mesi sono destinati a rispondere.

Perché conta

Le grandi trasformazioni urbane raramente sono eventi improvvisi. Sono processi lunghi, fatti di annunci, resistenze, negoziati e ripensamenti. Il caso di Oxford Street lo mostra con chiarezza: un'idea che circola da anni, che ha attraversato amministrazioni diverse, che ha incontrato un'opposizione locale tuttora attiva, e che ora muove i primi passi concreti con allestimenti temporanei e raccolta di dati. Non è una vittoria definitiva, è un esperimento controllato.

C'è qualcosa di sobrio in questo modo di procedere. Anziché annunciare una rivoluzione, si installano panchine provvisorie e si misura cosa succede. Le città che hanno percorso questa strada prima — Copenaghen, New York, Madrid, Oslo — offrono un quadro di riferimento, ma non una risposta automatica: ogni strada ha il suo traffico, i suoi commercianti, le sue strade laterali su cui scaricare il peso del cambiamento. La domanda aperta non è se pedonalizzare funzioni in astratto, ma chi paga il prezzo durante la transizione e se i benefici arriveranno a compensarlo.

Forse è proprio questo il punto: il progresso che non fa rumore non pretende di avere ragione in anticipo. Si dota di dati, accetta di essere contestato e si corregge lungo il cammino. Una strada che diventa pedonale è, in fondo, una scommessa sulla possibilità di cambiare abitudini radicate. E le scommesse serie si verificano, non si proclamano.


Articolo originale della redazione di Good News · WitUp, scritto a partire dalla notizia pubblicata da optimistdaily.com.