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Osservata per la prima volta la nascita di nuova crosta oceanica

Tra Australia e Antartide una dorsale oceanica si è aperta davanti agli strumenti scientifici, liberando 160 milioni di metri cubi di lava in 16 giorni. È la prima volta che il processo di formazione della crosta viene documentato in tempo reale, un dato utile per capire come funziona il fondale terrestre.

Tra Australia e Antartide, lungo la dorsale sud-orientale dell'Oceano Indiano, un tratto di fondale marino si è aperto e ha lasciato uscire la lava che forma nuova crosta oceanica. È la prima volta che un evento di questo tipo viene documentato in tempo reale, dall'inizio alla fine, con strumenti posizionati sul posto. La scoperta è descritta in uno studio pubblicato sulla rivista Nature.

L'episodio è iniziato il 26 aprile 2024 ed è durato sedici giorni, fino al 12 maggio. In quel periodo la dorsale ha prodotto tra i 148 e i 160 milioni di metri cubi di lava, distribuiti in tre impulsi principali. Due grandi fasce di materiale vulcanico nuovo sono state mappate sul fondo: una si estende per circa quattro chilometri e in alcuni punti lo spessore della lava supera i novanta metri.

Due mesi di attesa

Gli strumenti erano stati posizionati appena due mesi prima dell'evento. È una coincidenza che ha permesso di registrare l'intera sequenza: senza quelle apparecchiature già in funzione, l'apertura della dorsale sarebbe passata inosservata come tante altre. La rete globale delle dorsali medio-oceaniche si estende per circa 65.000 chilometri, ma la maggior parte di questo sistema si trova sott'acqua e lontano dalle coste, in zone difficili da monitorare con continuità.

Come si è aperta la frattura

La sequenza è cominciata con uno sciame sismico, seguito da un terremoto di magnitudo 4.9. Poi il magma ha attraversato la crosta risalendo attraverso fratture verticali, le cosiddette dicchi, in meno di due ore. Sotto la dorsale si trovava un serbatoio magmatico largo circa 2,5 chilometri. Un sensore di pressione ha registrato un abbassamento del fondale di 1,2 metri in quaranta minuti. Complessivamente il fondale è sceso fino a 4,2 metri, con spostamenti orizzontali compresi tra due e quattro metri. La nuova struttura vulcanica si è formata a circa seicento metri di distanza da uno degli strumenti.

Il movimento che i sismografi non vedono

Le placche, in condizioni normali, si separano di poco più di sei centimetri all'anno. Durante la fase di picco, la dorsale si è aperta a una velocità di quasi cinque centimetri al minuto. Ma il dato più interessante riguarda il modo in cui l'apertura è avvenuta: gran parte del movimento lungo le faglie è risultato asismico, cioè ha rilasciato pochissima energia sismica. I terremoti, da soli, spiegano solo una parte dell'apertura della dorsale; il resto è avvenuto attraverso uno scivolamento lento, quasi silenzioso. L'intrusione magmatica ha poi riattivato faglie vicine, innescando un terremoto di magnitudo 5.9.

Perché serve guardare da vicino

Le stazioni sismiche sulla terraferma localizzano i terremoti con margini di errore che superano i venti chilometri. Per uno studio come questo non bastano: servono idrofoni, sensori di pressione, dati acustici, oltre ai dati sismici e alle mappe del fondale. Solo combinando strumenti diversi è possibile seguire un evento che si svolge in gran parte senza produrre scosse percepibili.

Perché conta

Questa osservazione cambia il modo in cui guardiamo il fondo dell'oceano. Per decenni la formazione della crosta oceanica è stata ricostruita a posteriori, studiando il materiale già solidificato e deducendo cosa doveva essere successo. Ora sappiamo che una parte consistente di quel processo avviene in modo lento e silenzioso, senza terremoti evidenti, e che proprio per questo era sfuggita agli strumenti tradizionali. Non è una scoperta rumorosa: è il risultato di apparecchiature lasciate sul fondo nella speranza che qualcosa accadesse, e della pazienza di chi le ha posizionate due mesi prima che la dorsale si aprisse. Il progresso, in questo caso, assomiglia più a un sensore che registra un abbassamento di un metro e venti che a un titolo a effetto. E ricorda che per capire come funziona il pianeta a volte bisogna smettere di guardarlo solo da lontano.


Articolo originale della redazione di Good News · WitUp, scritto a partire dalla notizia pubblicata da greenme.it.