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Oltre 14.000 ordigni inesplosi rimossi da una città libica e dalle campagne vicine

Foto: Sies Kranen / Unsplash

Le operazioni di sminamento hanno rimosso più di 14.000 residuati bellici esplosivi in una città costiera della Libia, grazie a una collaborazione tra la missione ONU nel Paese, la cooperazione italiana, partner locali e la HALO Trust. L'intervento restituisce sicurezza e terreno coltivabile alle comunità dell'area.

Demining operations have cleared just over 14.000 residuati bellici esplosivi in una città costiera della Libia nel corso di quest'anno. L'intervento, condotto nella città di Misurata e nelle campagne circostanti, è frutto di una collaborazione tra la missione di supporto delle Nazioni Unite nel Paese (UNSMIL), la cooperazione italiana, partner libici e l'organizzazione HALO Trust. Secondo un rapporto sul campo presentato dall'Italian-funded Libyan Peace Organization durante una visita del team UNSMIL, sono stati rimossi 14.066 ordigni dall'area di Al-Sweihli Farm tra gennaio e settembre di quest'anno.

Un lavoro iniziato nel 2018

La partnership attiva in Libia opera dal 2018. In quell'anno HALO Trust ha avviato a Tripoli la formazione di specialisti nello sminamento, per poi estendere le operazioni a Sirte nel 2025 e a Misurata nel 2026. Si tratta di un percorso pluriennale che ha attraversato contesti diversi del Paese, adattando le tecniche di bonifica alle condizioni specifiche di ogni area. La rimozione degli ordigni non riguarda solo gli esplosivi visibili in superficie, ma anche quelli sepolti o accumulati in depositi abbandonati, che possono restare inerti per decenni prima di detonare al minimo urto.

Il contesto di Misurata

Misurata ha vissuto combattimenti intensi durante la guerra civile scoppiata dopo la caduta di Muammar Gheddafi, rovesciato da ribelli locali con il sostegno della NATO. Tra il 2011 e il 2020, in un panorama segnato dalla presenza di numerosi gruppi armati, lo Stato Islamico del Nord Africa arrivò a controllare Misurata e Sirte, città situata tra la capitale Tripoli a ovest e Bengasi a est. La cacciata dell'IS rappresentò uno dei capitoli più violenti del conflitto e lasciò sul terreno migliaia di mine, proiettili e bombe inesplose. Questi residuati possono rimanere silenziosi per generazioni prima di esplodere alla minima perturbazione.

Il ritorno alla terra

La bonifica di Al-Sweihli Farm restituisce ai residenti sfollati la possibilità di tornare sulle proprie terre. Il rapporto presentato durante la visita UNSMIL indica che la rimozione degli ordigni ha aperto questa prospettiva per le comunità dell'area. "I civili libici non dovrebbero essere esposti a tali pericoli", ha dichiarato Fatma Zourrig, responsabile del programma di azione contro le mine di UNSMIL.

Depositi abbandonati e rischi

La protezione delle comunità e la riduzione dei rischi legati a esplosioni non pianificate nei siti di munizioni sono stati temi centrali della visita sul campo condotta dal team UNSMIL ad Al-Sweihli Farm, avvenuta dopo un'esplosione nell'area di Al-Sikt a Misurata. Le valutazioni tecniche condotte durante le operazioni di bonifica hanno ripetutamente rilevato che i depositi di munizioni abbandonati sono un fattore primario nel rischio di simili incidenti. Uno di questi depositi era già stato individuato da HALO nei pressi dell'aeroporto di Misurata, dove l'organizzazione ha lavorato nel corso dell'anno per la sua bonifica.

Perché conta

Le mine e gli ordigni inesplosi sono una delle eredità più insidiose di un conflitto: non fanno rumore, non si vedono, e continuano a condizionare la vita di intere comunità molto dopo che le armi tacciono. Il lavoro di bonifica è lento, tecnico, spesso invisibile. Non produce immagini spettacolari, ma restituisce un pezzo di terra alla coltivazione e una casa a chi l'aveva lasciata. In un Paese che cerca faticosamente una via di uscita da anni di conflitto, la rimozione di 14.066 ordigni in nove mesi è un dato che parla di costanza e di cooperazione tra attori internazionali e locali. È il tipo di progresso che non fa notizia per l'evento singolo, ma per la somma di gesti ripetuti: un campo alla volta, un ordigno alla volta, fino a rendere di nuovo abitabile ciò che la guerra aveva reso inaccessibile.


Articolo originale della redazione di Good News · WitUp, scritto a partire dalla notizia pubblicata da goodnewsnetwork.org.