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Nokia e NASA portano il 4G sulla Luna

Foto: Johnny OP / Unsplash

Nokia e NASA collaborano per installare una rete 4G sulla superficie lunare, con l'obiettivo di supportare una presenza umana semi-permanente. Il progetto potrebbe facilitare le comunicazioni e le operazioni degli astronauti.

Nokia e NASA stanno lavorando insieme per portare una rete 4G sulla superficie della Luna. L'obiettivo dichiarato è preparare il terreno a una presenza umana semi-permanente sul satellite e rendere più semplici ed economiche le comunicazioni fuori dall'orbita terrestre. Il dispositivo, sviluppato dai Bell Labs di Nokia, sarà lanciato nello spazio a bordo di un razzo Falcon 9 di SpaceX nel corso dell'anno, con una finestra di lancio non ancora definita, e raggiungerà il suolo lunare tramite un lander della società statunitense Intuitive Machines.

Una rete costruita con pezzi di serie

Il progetto punta su componenti disponibili sul mercato, gli stessi che si trovano in molti dispositivi terrestri. Bell Labs ha ricevuto nel 2020 un finanziamento da 14 milioni di dollari per sviluppare la rete e i trasmettitori. La sfida principale, ha spiegato alla CNN Walt Engelund, vice amministratore associato per i programmi della Space Technology Mission Directorate della NASA, è disporre di un'apparecchiatura cellulare qualificata per lo spazio, che rispetti i vincoli di dimensioni, peso e potenza e che possa essere installata senza la presenza di un tecnico.

Due rover in cerca di ghiaccio

Una volta atterrato, il modulo collegherà via radio due piccoli rover, che verranno inviati a cercare ghiaccio d'acqua. Non si tratta di una spedizione pensata per confermare una teoria scientifica, ma per capire se quell'acqua possa diventare una risorsa per una base lunare. Attraverso l'elettrolisi, il ghiaccio potrebbe fornire ossigeno respirabile, carburante per veicoli spaziali e acqua potabile, a costi molto inferiori rispetto alle missioni di rifornimento lanciate dalla Terra.

Dalle radio tradizionali ai video in alta risoluzione

Le missioni spaziali attuali, come Artemis II lanciata all'inizio di quest'anno, si affidano ancora ai tradizionali sistemi di telecomunicazione radio. Guardando avanti, la NASA vuole comunicazioni abbastanza potenti da trasmettere video ad alta risoluzione e caricare grandi quantità di dati scientifici. Secondo Engelund, questo sforzo contribuirà a creare una rete di comunicazioni lunare capace di permettere agli esploratori di inviare dati scientifici, confrontarsi con il centro di controllo e parlare con le proprie famiglie come se stessero camminando per strada con il cellulare in mano.

Un'estensione dell'economia digitale

Le reti 4G sono l'infrastruttura su cui si regge l'economia digitale. L'idea è estendere quella rete, e quindi quell'economia, allo spazio, così che gli astronauti lunari o i visitatori non astronauti possano avere le stesse opzioni disponibili sulla Terra, dalle app alle piattaforme di messaggistica. Bell Labs ritiene inoltre che le reti in grado di resistere alle condizioni dello spazio e della Luna siano immediatamente trasferibili agli ambienti più ostili del nostro pianeta, come il deserto del Sahara o l'Antartide.

Perché conta

Lo scenario migliore previsto per il test di atterraggio sarebbe quello in cui i rover di Intuitive Machines trovano il ghiaccio d'acqua e ne trasmettono video e immagini ad alta risoluzione verso la Terra attraverso la rete dei Bell Labs. Sarebbe una prima volta mondiale. Al di là del risultato, la notizia mostra come il progresso proceda spesso per accumulo di gesti concreti: un finanziamento assegnato anni prima, componenti comuni riadattati, un lander che fa da ponte radio verso due rover. Nessuno di questi passaggi fa rumore da solo. Messi in fila, però, spostano il confine di ciò che è possibile fare lontano da casa. E il fatto che la stessa tecnologia pensata per la Luna possa servire nei deserti o in Antartide ricorda che le soluzioni migliori raramente restano confinate al problema per cui sono nate.


Articolo originale della redazione di Good News · WitUp, scritto a partire dalla notizia pubblicata da goodnewsnetwork.org.