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Los Angeles, seed bomb per far rinascere le aree bruciate dagli incendi

Dopo gli incendi del gennaio 2025, un progetto distribuisce bombe di semi per ripristinare la vegetazione nelle zone colpite. L'iniziativa coinvolge residenti e volontari nel recupero del paesaggio. Un intervento semplice e partecipativo per accelerare la rigenerazione naturale.

Il 7 gennaio 2025 la famiglia Goodyear ha lasciato la propria casa a Pacific Palisades insieme a circa 200.000 altri abitanti di Los Angeles in fuga dagli incendi che hanno devastato 37.000 acri e causato almeno 31 vittime tra la città, Pacific Palisades e Altadena. Come 18.000 vicini, i quattro membri della famiglia hanno perso l'abitazione. Da quella perdita è nato il Seed Bomb Project, un'iniziativa che distribuisce bombe di semi — sfere di compost e argilla delle dimensioni di una ciambella — per far rinascere la vegetazione nelle aree bruciate.

Semi scelti per un terreno bruciato

Dana Goodyear, poetessa e giornalista del New Yorker, e suo figlio Rumsey, allora quattordicenne, hanno immaginato di seminare specie native per ridare vita al paesaggio carbonizzato. Si sono rivolti alla Theodore Payne Foundation, vivaio senza scopo di lucro specializzato in piante autoctone, che ha messo a punto una miscela pensata per le zone segnate dal fuoco: papaveri della California per un colore che cresce in fretta, due varietà di girasoli nativi per assorbire piombo e altre sostanze tossiche dal suolo, grano saraceno per stabilizzare la terra e primula di Hooker, le cui radici profonde favoriscono una rapida ricrescita. Ogni seme ha quindi un compito preciso.

Come nasce una bomba di semi

Dana Goodyear ha cercato una ricetta per le seed bomb, tecnica usata nel giardinaggio urbano e nei luoghi difficili da raggiungere. I semi vengono mescolati con compost e argilla fino a formare palline che nutrono e proteggono il seme fino alla germinazione. La famiglia, con la figlia Willa, allora dodicenne, ha iniziato a prepararle. L'idea è cresciuta quando la scuola di Rumsey, la Crossroads di Santa Monica, ha trasformato la produzione in un progetto scolastico, sfornando migliaia di sfere. Si sono aggiunti altre scuole, attività locali e diverse organizzazioni no profit: Malibu Compost ha donato il compost, Anawalt Lumber ha contribuito con donazioni e una raccolta fondi alla cassa, un dipendente della Johnson Tree Company ha annaffiato il lotto dei Goodyear durante l'estate secca per aiutare i primi semi a crescere. Finora il progetto ha distribuito 10.000 bombe di semi ai sopravvissuti agli incendi ad Altadena, Pacific Palisades e Malibu.

Un gesto che riunisce le persone

L'iniziativa si è allargata fino a diventare un modo per ricucire una comunità. «Una gran parte è l'esperienza di guarigione del rimettere insieme queste comunità spezzate attorno a un tavolo, con le mani nella ciotola di semi, argilla, compost, acqua e fango», racconta Dana Goodyear. Mentre si formano le palline, le persone condividono storie: cosa hanno perso, cosa ricordano, come affrontano il dolore. A partecipare sono persone di ogni età, dai bambini delle elementari agli anziani. I più piccoli si divertono a mettere le mani nel fango, i più grandi sono incuriositi dai fiori nativi. Preparare le bombe di semi, spiega Goodyear, ha qualcosa di meditativo e porta a conversazioni autentiche.

Cosa hanno imparato sul ripristino

Il progetto ha insegnato ai Goodyear che non ogni paesaggio bruciato va riseminato. La Theodore Payne Foundation ha consigliato di non introdurre semi nei parchi e nelle riserve. I nuovi giardinieri si sono quindi concentrati sugli spazi urbani dove avevano il permesso dei proprietari o della città, come le aiuole spartitraffico, e hanno soprattutto regalato le bombe ai sopravvissuti. «Volevamo assicurarci di non creare problemi o turbare qualcuno, perché dopo un incendio tutto è delicato», spiega Goodyear. Un altro vantaggio delle seed bomb è che possono essere lanciate sui lotti bruciati anche quando entrare nell'area è pericoloso, per esempio per la stabilità del suolo. Un ulteriore beneficio delle piante native è che sono in genere più resistenti al fuoco di quelle non autoctone.

Perché conta

La storia del Seed Bomb Project mostra che il recupero dopo una catastrofe non passa solo dalle grandi opere. Passa da un gesto alla portata di tutti, ripetuto migliaia di volte, e da un tavolo attorno al quale le persone impastano insieme semi, argilla e compost. Dana Goodyear considera le bombe di semi la chiave della ripresa della sua famiglia: senza il progetto, dice, il rapporto con Pacific Palisades sarebbe forse solo quello con un luogo da evitare. I Goodyear avevano pensato di ricostruire, ma di fronte alla lunghezza del processo hanno deciso di vendere il lotto e trasferirsi a Santa Monica. Il progetto, però, vogliono portarlo avanti ed espanderlo. «È così spaventoso sentirsi vulnerabili di fronte a questa forza, e sappiamo che incendi più grandi diventeranno più comuni», riflette Goodyear. «Ci saranno molte persone nella nostra situazione, con tutto perduto, e voglio poterle aiutare in futuro». Per lei i fiori sono diventati una lezione su come convivere con una forza che non si può controllare: «I fiori sono un simbolo perfetto di resilienza. Viviamo in questo paesaggio e dobbiamo imparare dalle creature che sono qui da più tempo di noi cosa fare e come affrontarlo». A volte ricostruire significa semplicemente chinarsi, mescolare, e affidare a una pallina di terra la possibilità che qualcosa ricominci a crescere.


Articolo originale della redazione di Good News · WitUp, scritto a partire dalla notizia pubblicata da reasonstobecheerful.world.