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Il biodistretto Sardegna Bio premiato come migliore d'Europa

Il Distretto Sardegna Bio ha vinto il riconoscimento di miglior regione biologica dell'Unione europea agli EU Organic Awards 2026, superando i candidati di Portogallo e Spagna. Il premio valorizza un modello di agricoltura biologica diffusa su scala territoriale. Coinvolge aziende, enti locali e comunità in una gestione condivisa delle risorse.

Il Distretto Sardegna Bio ha vinto il riconoscimento di migliore regione biologica dell'Unione europea agli EU Organic Awards 2026. La cerimonia si è tenuta il 23 settembre a Bruxelles, nel palazzo Charlemagne. Il biodistretto sardo ha superato nella categoria dedicata a regioni e distretti biologici i finalisti Alto Tâmega e Barroso, in Portogallo, e Pla de Manlleu, in Catalogna. A ritirare il premio è stato il presidente Andrea Campurra, che guida anche la rete nazionale dei biodistretti.

Un premio senza assegno

Gli EU Organic Awards vengono assegnati dal 2022 e non prevedono un premio in denaro. Quello che offrono è visibilità europea: un riconoscimento che mette in luce pratiche agricole e modelli di gestione del territorio davanti alle istituzioni comunitarie. La categoria dedicata a regioni e distretti è organizzata dal Comitato europeo delle regioni. A valutare le candidature è una giuria che riunisce Commissione, Parlamento e Consiglio dell'Unione europea, insieme a Copa-Cogeca e IFOAM.

Cos'è un biodistretto

Un biodistretto è un accordo locale tra soggetti diversi — aziende agricole, enti pubblici, comunità — per gestire insieme le risorse del territorio in chiave biologica. Non è quindi solo un insieme di aziende certificate: è un patto che coinvolge chi vive e amministra una zona. Il Distretto Sardegna Bio è nato nel 2021 ed è il primo e il più esteso biodistretto italiano. Copre 24.090 chilometri quadrati, pari all'intera superficie dell'isola, e raccoglie circa 2.600 aziende biologiche su 184.000 ettari certificati. La Sardegna si colloca al sesto posto tra le regioni italiane per superficie agricola biologica.

Il contesto europeo

Il biologico nell'Unione europea interessa circa 17 milioni di ettari, una quota che corrisponde all'incirca all'11 per cento della superficie agricola comunitaria. La strategia Farm to Fork si pone l'obiettivo di arrivare al 25 per cento entro il 2030. In questo quadro, il riconoscimento a un territorio che ha scelto di organizzarsi su scala regionale assume un significato che va oltre il singolo premio.

Gli altri premiati

Alla stessa cerimonia, nella categoria delle città biologiche, il riconoscimento è andato a Cussac-Fort-Médoc, in Francia, un comune di poco più di 2.000 abitanti. Lì il 50 per cento dei prodotti delle mense scolastiche è biologico e metà delle verdure fresche arriva dall'orto comunale accanto alla scuola. Tra i finalisti italiani figurava anche Torino, sempre nella categoria delle città biologiche. Per la Sardegna, il risultato è stato commentato con soddisfazione dall'assessore regionale all'Agricoltura Francesco Agus; il biodistretto è rappresentato anche dal vicepresidente Giorgio Demurtas, presidente di Coldiretti Cagliari.

Perché conta

Un premio che non porta denaro ma visibilità dice qualcosa su come funziona il progresso quando non fa rumore. Il Distretto Sardegna Bio non nasce da un investimento improvviso né da una singola azienda virtuosa: nasce da un accordo tra soggetti diversi, costruito nel tempo, che ha tenuto insieme migliaia di realtà produttive su un territorio vasto quanto un'isola. È un modello in cui la scala conta: non basta che un campo sia biologico, serve che lo sia un sistema di relazioni.

La giuria che ha assegnato il riconoscimento riunisce istituzioni europee e organizzazioni di categoria, soggetti con sensibilità diverse. Che un territorio sardo sia stato scelto in quella sede suggerisce che il criterio non è la singola eccellenza, ma la capacità di tenere insieme produzione, amministrazioni e comunità. È un modo di guardare l'agricoltura che sposta l'attenzione dal prodotto al processo, e dal processo al patto che lo rende possibile.

Il caso di Cussac-Fort-Médoc, con i suoi duemila abitanti e l'orto accanto alla scuola, e quello della Sardegna, con i suoi 184.000 ettari certificati, mostrano due scale molto diverse dello stesso ragionamento. In entrambi i casi, qualcuno ha deciso di organizzare le risorse in modo condiviso invece che individuale. Il premio non cambia i numeri del biologico europeo, che restano lontani dall'obiettivo del 25 per cento fissato per il 2030. Ma indica che esistono territori dove quella direzione è già stata imboccata, e che il modo in cui si guarda un'isola può cambiare ciò che vi si coltiva.


Articolo originale della redazione di Good News · WitUp, scritto a partire dalla notizia pubblicata da greenme.it.