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Fatima Ezzahra El Mansouri nominata prima ministra del Marocco

Foto: Babak Eshaghian / Unsplash

Il re Mohammed VI ha nominato Fatima Ezzahra El Mansouri prima ministra del Marocco, prima donna a ricoprire questo incarico. La nomina segna un cambiamento nella rappresentanza politica del paese nordafricano.

Il 29 settembre re Mohammed VI ha nominato Fatima Ezzahra El Mansouri prima ministra del Marocco. Cinquantenne urbanista e a lungo sindaca di Marrakesh, è la prima donna a ricoprire questo incarico nella storia del regno. È anche la terza donna a guidare un governo nel mondo arabo. «Per la prima volta nella storia del nostro paese, una donna si assume la responsabilità di guidare il governo», ha detto El Mansouri in un discorso televisivo, definendo la nomina «motivo di orgoglio non solo per me ma per tutte le donne marocchine».

Da Marrakesh a Rabat

El Mansouri è nata a Marrakesh nel 1976 e ha studiato giurisprudenza, conseguendo un diploma di studi avanzati all'Università di Montpellier e un diploma in diritto societario anglosassone alla New York University. È entrata in politica a livello locale nel 2009, eletta sindaca di Marrakesh a 33 anni, prima donna a ricoprire quella carica. Dopo le elezioni del 2021 è tornata a guidare il consiglio comunale della città e ha svolto diversi mandati alla Camera dei Rappresentanti.

Nell'ottobre 2021 è passata al governo nazionale come ministra della Pianificazione del territorio, dell'Urbanistica, dell'Edilizia abitativa e delle Politiche urbane. Da quella posizione ha avuto la responsabilità della riforma della casa e, più urgentemente, del programma di ricollocazione di decine di migliaia di persone rimaste senza abitazione dopo il terremoto di Al Haouz del 2023, che ha causato quasi 3.000 vittime e distrutto interi villaggi sull'Alto Atlante.

Una coalizione da costruire

Il Partito Autenticità e Modernità (PAM), la formazione di El Mansouri, ha ottenuto il maggior numero di seggi nelle elezioni di settembre, conquistandone 97 sui 395 della Camera dei Rappresentanti. Il numero è però lontano dai 198 necessari per la maggioranza, perciò la costruzione di una coalizione viene prima di tutto. Il Partito Giustizia e Sviluppo e la Federazione della Sinistra Democratica hanno annunciato che resteranno all'opposizione. Il PAM, fondato nel 2008 e strettamente legato alla monarchia, ha dichiarato che lavorerà con chiunque altro.

Il governo che El Mansouri riuscirà a mettere insieme guiderà il paese durante l'avvicinamento al Mondiale di calcio del 2030, co-organizzato con Portogallo e Spagna, con miliardi di investimenti in infrastrutture e un livello di attenzione internazionale che tende ad alzare la posta su ogni questione. La sua carriera si è svolta tra urbanistica, riforma della casa e ricostruzione post-terremoto.

La terza donna premier nel mondo arabo

El Mansouri segue due precedenti tunisine: Najla Bouden, in carica dall'ottobre 2021 all'agosto 2023, e Sara Zaafarani, nominata nel marzo 2025 e tuttora in carica. Nello stesso periodo, in Marocco la rappresentanza parlamentare femminile è cresciuta in modo costante.

Ora El Mansouri deve tenere insieme una coalizione, gestire un bilancio e portare avanti l'agenda su casa e sviluppo urbano che segue dal 2021. Gli investimenti legati al Mondiale ridisegneranno le città marocchine ben oltre il fischio finale, e chi sovrintende a quelle risorse avrà molto di cui rispondere. Lei ha definito la nomina «davvero storica».

Perché conta

Le nomine che cambiano la composizione di un'istituzione raramente producono un effetto immediato e visibile. Accadono in un giorno preciso, con un comunicato, e il loro peso si misura più avanti, quando quella presenza diventa normale e non fa più notizia. Il Marocco arriva a questo passaggio dopo anni in cui la presenza femminile in parlamento è cresciuta in modo graduale, e in un contesto regionale dove in cinque anni tre donne hanno guidato governi in due paesi arabi.

C'è poi il modo in cui El Mansouri arriva a questo incarico. Non da un percorso estraneo all'amministrazione, ma da anni di lavoro su urbanistica, edilizia e ricostruzione dopo il terremoto: competenze specifiche che si trovano ora a incrociare un programma di investimenti infrastrutturali di scala eccezionale. È un promemoria semplice: la rappresentanza cambia davvero quando chi arriva porta con sé un mestiere, e non solo un simbolo. Il resto lo diranno il governo che riuscirà a formare e i risultati che saprà portare a casa.


Articolo originale della redazione di Good News · WitUp, scritto a partire dalla notizia pubblicata da optimistdaily.com.