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Difesa nonviolenta: superate le 50.000 firme per la legge di iniziativa popolare
La campagna "Un'altra difesa è possibile" ha raccolto le firme necessarie per presentare una proposta di legge di iniziativa popolare che istituisca un dipartimento della difesa civile, non armata e nonviolenta. Il testo avvia ora l'iter parlamentare.
La campagna "Un'altra difesa è possibile" si è chiusa sabato 19 settembre con 54.764 firme raccolte, superando la soglia delle 50.000 necessarie per presentare una proposta di legge di iniziativa popolare. La mobilitazione era partita il 18 marzo, sei mesi di raccolta sul territorio. Il testo, ora pronto per essere depositato in Parlamento, propone l'istituzione di un dipartimento della difesa civile, non armata e nonviolenta, posto sotto la Presidenza del Consiglio.
Cosa prevede il testo
La proposta è composta da cinque articoli. Il primo riguarda la difesa civile; gli altri disciplinano un fondo nazionale, una quota dell'IRPEF destinata al finanziamento, le modalità di copertura e l'entrata in vigore. Il fondo sarebbe alimentato in parte dal 6 per mille dell'IRPEF, la scelta con cui i contribuenti possono destinare una quota delle imposte a finalità specifiche. Il dipartimento avrebbe il compito di studiare e applicare strategie di prevenzione dei conflitti, integrando strumenti già esistenti come il Servizio Civile Universale, la Protezione Civile e i Corpi Civili di Pace. È previsto anche un istituto di ricerca sulla pace e sul disarmo.
Chi promuove la campagna
Dietro l'iniziativa ci sono la Rete pace e disarmo, la Conferenza Nazionale Enti Servizio Civile e Sbilanciamoci. Il coordinatore è Mao Valpiana, presidente del Movimento Nonviolento. Valpiana ha parlato di una mobilitazione partita dalla società civile, che coinvolge istituzioni di pace, disarmo e nonviolenza. L'obiettivo dichiarato è spostare risorse pubbliche dalla preparazione alla guerra verso la costruzione della pace. Secondo i promotori, la proposta inverte il principio della deterrenza e si fonda su basi costituzionali.
Un percorso lungo sei mesi
La raccolta è iniziata a metà marzo e si è conclusa a settembre. Le 54.764 firme raccolte non sono solo un numero: rappresentano il risultato di una mobilitazione diffusa, capillare, che ha attraversato piazze, associazioni e territori. La campagna fa riferimento a un contesto di crescita delle spese militari e di rischi di guerra, temi che hanno accompagnato la raccolta fin dall'inizio. Ora le firme saranno presentate in Parlamento per la convalida, primo passo dell'iter previsto per le leggi di iniziativa popolare.
Come funziona la difesa civile
La difesa civile non armata e nonviolenta non è un'idea nuova nel dibattito pubblico. Si basa su strumenti come la mediazione, la prevenzione dei conflitti, il monitoraggio dei diritti, la protezione dei civili in zone di crisi. Esperienze di questo tipo esistono già in Europa e nel mondo, spesso portate avanti da organizzazioni della società civile. In Italia, il Servizio Civile Universale e i Corpi Civili di Pace rappresentano tasselli di un sistema che la proposta vorrebbe coordinare sotto un unico dipartimento. Il testo prevede anche un istituto di ricerca dedicato, per studiare e sviluppare strategie di prevenzione.
Perché conta
Questa notizia parla di un progresso che non fa rumore. Non ci sono primati, non ci sono annunci eclatanti: ci sono 54.764 persone che hanno firmato, una per una, in sei mesi di lavoro. È il tipo di risultato che si costruisce con la costanza e con la cooperazione tra organizzazioni diverse, che hanno messo insieme reti, competenze e territori. La difesa civile non armata è un modo di guardare alla sicurezza che sposta l'attenzione dalla forza alla prevenzione, dal conflitto alla mediazione. Non è una scorciatoia: è un cambio di prospettiva che richiede strumenti, fondi, ricerca, formazione. Il fatto che una proposta di legge di iniziativa popolare arrivi in Parlamento con oltre 54.000 firme dimostra che esiste una domanda di alternative, espressa in modo ordinato e partecipato. Che poi il testo venga approvato o meno, il percorso compiuto resta un esempio di come la società civile possa tradurre un'idea in un atto concreto, senza clamore, con il metodo della pazienza e della collaborazione.
Articolo originale della redazione di Good News · WitUp, scritto a partire dalla notizia pubblicata da italiachecambia.org.