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Barriere antirumore autostradali come fonte di energia rinnovabile

Un progetto a Bagno a Ripoli, in Toscana, sperimenta barriere antirumore e superfici infrastrutturali in grado di produrre elettricità. Se applicate su larga scala, queste soluzioni potrebbero alimentare strutture come un ospedale, trasformando elementi finora considerati solo un costo estetico in risorse energetiche.

Lungo l'autostrada che costeggia Bagno a Ripoli, comune alle porte di Firenze, le barriere antirumore che separano la carreggiata dall'Ospedale Santa Maria Annunziata potrebbero diventare qualcosa di diverso da una semplice schermatura acustica. L'idea, raccontata da Fabio Bussonati sulle pagine di Fuori Binario nel giugno 2022, è che quelle superfici verticali, oggi pensate solo per attenuare il rumore, possano ospitare pannelli fotovoltaici e contribuire all'approvvigionamento elettrico delle strutture che hanno accanto. Il caso rientra nella rubrica e nel libro "Un mondo ganzo è possibile", che raccoglie sette anni di colonne pubblicate tra il 2017 e il 2023.

Superfici verticali, non solo tetti

Quando si parla di fotovoltaico, il pensiero corre ai tetti degli edifici. Ma la posizione ideale per un pannello non è quasi mai quella che si trova in pratica: l'orientamento ottimale è verso sud, con un'inclinazione di 45 gradi, che d'estate scende intorno ai 30 gradi e d'inverno sale fino a 60. La pendenza reale di un tetto, però, spesso decide al posto nostro dove e come installare i moduli. Da qui l'interesse per le superfici verticali, che possono offrire prestazioni diverse da quelle attese: un pannello orizzontale lavora al 60 per cento della sua efficienza, uno verticale esposto a sud arriva al 70 per cento, mentre uno verticale rivolto a est o a ovest si ferma al 60 per cento.

Le barriere di Bagno a Ripoli

Le barriere antirumore in questione corrono da ovest verso est e presentano quindi una superficie verticale esposta a sud, nelle condizioni giuste per ospitare i moduli. I pannelli, oltre a essere impermeabili e quasi indistruttibili, possono rivestire le facciate con una buona esposizione solare: un rivestimento che si può rimuovere e che nel frattempo protegge le pareti dagli agenti atmosferici. Applicati alle barriere davanti all'ospedale, i pannelli potrebbero aumentare l'autonomia energetica della struttura.

Altre superfici nella zona

Il ragionamento non si ferma alle barriere. Il taglio della collina realizzato per la terza corsia autostradale presenta una buona esposizione al sole e potrebbe fornire elettricità ad Antella. Grassina, invece, potrebbe essere alimentata dalla comunità energetica di Mondeggi e dai tetti del magazzino di Capannuccia. Sono tutti esempi di superfici già esistenti, spesso percepite come puro costo estetico o funzionale, che potrebbero entrare in un sistema di produzione diffusa.

Il limite dell'estetica

Bussonati non risparmia critiche al design delle barriere, che definisce "marziano". Il punto però non è solo il gusto: l'autore sostiene che gli edifici, oggi, debbano essere energeticamente autonomi. È un cambio di prospettiva che sposta l'attenzione dalla forma alla funzione energetica degli elementi che compongono il paesaggio costruito, compresi quelli che non abbiamo mai pensato di guardare come risorse.

Perché conta

Questa storia parla di come cambia il nostro sguardo prima ancora che le tecnologie. Le barriere antirumore esistono da decenni, i pannelli solari pure: metterli insieme richiede qualcosa che non è né un'invenzione né un investimento enorme, ma un modo diverso di leggere lo spazio che abbiamo già davanti. Le superfici verticali esposte a sud non sono una scoperta: sono un'opportunità che aspetta solo di essere riconosciuta, come il taglio della collina per la terza corsia o i tetti di un magazzino. Il progresso di cui si parla qui non fa rumore, e non potrebbe essere altrimenti, visto che riguarda proprio le barriere che il rumore lo attenuano. È la costanza di guardare le cose due volte, chiedendosi se il loro posto nel mondo sia davvero l'unico possibile.


Articolo originale della redazione di Good News · WitUp, scritto a partire dalla notizia pubblicata da italiachecambia.org.