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Aquiloni e spaventapasseri galleggianti riducono del 71% le catture accidentali di uccelli marini

In una sperimentazione di due anni in Cornovaglia, un aquilone a forma di uccello e uno spaventapasseri galleggiante con occhi rotanti hanno ridotto fino al 71% le morti di uccelli marini nelle reti da pesca. I dispositivi sono economici e non richiedono modifiche significative alle attrezzature dei pescatori.

In Cornovaglia dieci pescatori hanno sperimentato per due anni due dispositivi pensati per allontanare gli uccelli marini dalle reti da pesca. I risultati, pubblicati su Conservation Letters, indicano una riduzione delle catture accidentali fino al 71 per cento con l'aquilone a forma di uccello e del 59 per cento con lo spaventapasseri galleggiante. Entrambi gli strumenti sono già disponibili sul mercato e non richiedono cambiamenti rilevanti nel modo di lavorare a bordo.

Il problema delle reti invisibili

Le reti da posta, o gillnet, pendono verticalmente sotto la superficie dell'acqua e per gli uccelli che si tuffano per pescare sono praticamente invisibili. Gli animali nuotano dritti verso la rete e restano impigliati, senza riuscire a risalire. Si stima che ogni anno circa 95.000 uccelli tuffatori anneghino nelle reti al largo delle coste europee, tra cui gazze marine e urie nere, le cui popolazioni nel Nord Atlantico sono in calo. È un fenomeno documentato da decenni, e finora le soluzioni a disposizione dei pescatori che volevano limitarlo erano poche.

Due strumenti, due strategie

Il primo dispositivo, sviluppato da Fishtek Marine, è una boa galleggiante con una testa rotante e due grandi occhi, che resta in superficie sopra la rete. Ruotando nell'acqua, gli occhi creano un effetto visivo dissuasivo proprio nel punto in cui gli uccelli in immersione tendono a entrare. Il secondo è un aquilone a forma di uccello che vola da poppa e imita un rapace, attivando l'istinto degli uccelli marini a evitare i predatori che arrivano dall'alto.

Come è stata condotta la sperimentazione

I dieci pescatori coinvolti hanno collaborato con Fishtek Marine e con la RSPB, la società reale per la protezione degli uccelli, installando telecamere sulle proprie imbarcazioni per monitorare il comportamento degli uccelli intorno alle reti nell'arco di due anni. I ricercatori dell'Università di Exeter hanno analizzato i filmati e i dati sulle catture. Lo studio ha anche rilevato che in Cornovaglia la maggior parte delle catture accidentali di uccelli marini avviene in inverno, il che offre a pescatori e conservazionisti una finestra stagionale su cui concentrare l'uso dei dispositivi, invece di doverli impiegare tutto l'anno.

Yann Rouxel, responsabile del programma sulle catture accidentali della RSPB, ha definito i risultati "un traguardo importante nello sforzo di ridurre le catture accidentali di uccelli marini senza ostacolare i pescatori con reti da posta in mare". Tom Horton dell'Università di Exeter, primo autore dello studio, ha spiegato che la ricerca fornisce "alcune delle prove più solide fino a oggi che deterrenti semplici e pratici possono ridurre sostanzialmente le catture accidentali di uccelli marini nelle reti da posta", e che individuare dove e quando il rischio è più alto permette di concentrare gli interventi dove possono dare i maggiori benefici.

Cosa succede adesso

Entrambi i dispositivi sono in commercio, il che riduce il tempo tra la disponibilità di prove solide e la possibilità di agire concretamente. La RSPB studia le catture accidentali nelle reti da posta da più di dieci anni, e questo studio offre a quel lavoro un dato preciso a cui fare riferimento. I pescatori che hanno partecipato alla sperimentazione utilizzano già entrambi gli strumenti.

Perché conta

Gazze marine e urie nere non sono in pericolo immediato di estinzione, ma le loro popolazioni sono in calo, e 95.000 uccelli l'anno è una perdita che non deve necessariamente avvenire. La lezione di questa storia sta nella forma della soluzione: non un impianto tecnologico complesso, ma due oggetti semplici, economici e già acquistabili, capaci di ridurre un problema misurato da decenni. A volte il progresso non assomiglia a una scoperta spettacolare, ma a una boa che gira su se stessa e a un aquilone legato a poppa. Il punto è che qualcuno ha guardato lo stesso problema con occhi diversi, e ha trovato una risposta che stava già a portata di mano.


Articolo originale della redazione di Good News · WitUp, scritto a partire dalla notizia pubblicata da optimistdaily.com.