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Aptera avvia la produzione della prima auto solare di serie

Il veicolo solare Aptera è uscito dalla linea di montaggio, promettendo di viaggiare utilizzando l'energia solare senza consumare carburante. La produzione segna un passo concreto verso una mobilità a emissioni zero alimentata direttamente dal sole.

Il primo esemplare di Aptera, il veicolo a propulsione solare sviluppato dall'omonima azienda californiana, ha lasciato la linea di assemblaggio di validazione nel marzo scorso. Non si tratta ancora di un modello destinato alla vendita, ma di una piattaforma di collaudo: servirà a verificare frenata, resistenza strutturale e gestione termica prima di avviare le consegne. Per arrivare alla produzione commerciale sarà necessaria l'omologazione secondo gli standard EPA.

Un progetto lungo quasi vent'anni

Aptera Motors aveva presentato il suo primo prototipo nel 2007, un anno dopo la fondazione. Il percorso verso la produzione si è però interrotto due volte, nel 2009 e nel 2013. Solo nel 2022 l'azienda ha mostrato un nuovo modello dimostrativo, e nel 2024 una campagna di crowdfunding ha raccolto oltre 2.000 preordini. Il prototipo uscito dalla linea di validazione rappresenta quindi il punto di arrivo di una storia industriale tutt'altro che lineare, fatta di soste e ripartenze.

Come è fatto il veicolo

Aptera ha tre ruote e due posti a sedere. La carrozzeria è modellata a forma di goccia d'acqua per ridurre la resistenza aerodinamica, e le portiere si aprono verso l'alto in stile farfalla. I materiali impiegati includono fibra di carbonio, Kevlar e fibre di lino. I pannelli solari sono integrati sul cofano, sul tetto, sul cruscotto e sul portellone posteriore: secondo l'azienda, l'energia solare consente di percorrere circa 40 chilometri al giorno senza bisogno di collegarsi alla rete elettrica. La batteria completa dichiara un'autonomia di circa 640 chilometri.

La linea di montaggio e i test

La linea di produzione dispone di 14 stazioni, pensate per rendere l'assemblaggio ripetibile. I primi veicoli costruiti non saranno venduti: fungeranno da banco di prova per le verifiche tecniche. Tra le prove previste ci sono quelle su frenata, resistenza della struttura e gestione termica. Un test su strada lungo la Route 66 ha coperto circa 500 chilometri. Solo dopo l'omologazione EPA le consegne potranno iniziare.

Le prenotazioni

Le prenotazioni totali si avvicinano a 50.000 unità, per un valore stimato vicino a 1,5 miliardi di euro. Un dato che indica un interesse concreto attorno a un veicolo che punta a spostarsi usando direttamente l'energia del sole.

Perché conta

La storia di Aptera mostra che certi percorsi di innovazione non seguono una linea retta. Un progetto avviato nel 2007, fermato due volte e ripreso con un nuovo modello nel 2022 arriva oggi a un esemplare uscito dalla linea di assemblaggio. Non è un traguardo definitivo: mancano l'omologazione e la produzione commerciale. È però un passaggio verificabile, con una linea a 14 stazioni e una serie di test da completare.

Vale la pena notare come questa notizia si sottragga alla logica dell'annuncio eclatante. Non ci sono promesse di consegne immediate, né dichiarazioni roboanti: c'è un veicolo che esce da una linea e va collaudato, freno dopo freno, curva dopo curva. Il progresso, in questo caso, si misura in stazioni di montaggio e chilometri percorsi su strada, non in slogan.

C'è poi un aspetto che riguarda il modo in cui guardiamo l'energia. Un'auto che percorre 40 chilometri al giorno grazie ai pannelli solari integrati nella carrozzeria sposta l'attenzione da ciò che serve per ricaricarla a ciò che è già disponibile: la luce del sole. Non risolve da sola la questione della mobilità, ma propone un punto di vista diverso, in cui il veicolo non dipende unicamente dalla rete elettrica.

Infine, i numeri delle prenotazioni — quasi 50.000 unità — suggeriscono che esiste un pubblico disposto ad attendere. In un settore dove i tempi di sviluppo si misurano spesso in mesi, Aptera ricorda che alcune idee hanno bisogno di anni, e a volte di fallimenti, prima di arrivare su una linea di montaggio. La costanza, più della velocità, è ciò che tiene in piedi un progetto così lungo.


Articolo originale della redazione di Good News · WitUp, scritto a partire dalla notizia pubblicata da greenme.it.